FORUM di MEDICINA e SALUTE

Test HIV

« Older   Newer »
.
  1. Loganetto
    .

    User deleted



    Buonasera, volevo chiedere qualche informazione riguardo al test HIV.. Circa 3 anni fa ho avuto un rapporto a rischio se così si può dire visto che cmq ho usato il preservativo, la stessa cosa sia il 31 maggio 2010, e il 1 ottobre 2011. So che per essere sicuri sul risultato del test bisogna aspettare 6 mesi prima di farlo, infatti vorrei fare il test i primi di aprile.. Quello che volevo chiedere è questo: facendo il test adesso ad aprile, riguardo a gli ultimi 2 rapporti avuti avrei la certezza sul risultato essendo che sono passati piu' di sei mesi, ma riguardo il primo essendo che sono passati 3 anni ha validità lo stesso? cioè so che da hiv diventa aids, per cui vorrei sapere dopo quanti anni si trasforma in aids? E se dovesse essere diventato aids il test hiv trova lo stesso il virus HIV? Ho letto in un po' di parti che l'hiv diventa aids dopo 8/10 anni, è vero? Insomma quello che vorrei sapere è se facendo il test adesso ad aprile posso aver la certezza di essere completamente sano qualora il risultato sia negativo. Grazie!
    Top
    .
  2. .
    Avatar

    Promotore della salute

    Group
    Administrator
    Posts
    6237

    Status
    Offline

    Se hai usato il preservativo, il rapporto non viene considerato a rischio.

    Comunque ti lascio alcune informazioni a riguardo:

    FASE DELL’INFEZIONE ACUTA

    Dopo 2-6 settimane dal contagio, la persona sviluppa una sintomatologia simile alla mononucleosi infettiva (anche nota come “malattia del bacio”), che si manifesta in genere con febbre, mal di gola, mal di testa, debolezza (cosiddetti “sintomi simil-influenzali”).

    Dall’infezione, trascorre qualche settimana prima che il soggetto infetto diventi sieropositivo (cioè prima che sia possibile diagnosticare con esami del sangue la presenza dell’HIV); tuttavia, questa persona può già trasmettere l’infezione ad altri.

    FASE DI LATENZA CLINICA

    Alla fase dell’infezione acuta subentra un PERIODO ASINTOMATICO che si può protrarre per molti anni (oggi questa fase può durare oltre 10-12 anni).

    Durante questa fase la persona sieropositiva non avverte alcun disturbo, ma il virus continua a moltiplicarsi nel suo organismo, compaiono gli anticorpi anti-HIV e si assiste ad un progressivo esaurimento del sistema immunitario. Il soggetto infetto può, anche in questa fase asintomatica, contagiare altre persone.

    Durante questa fase, pur essendo sieropositiva per l’HIV, la persona non è affetta da AIDS in quanto non ha ancora i sintomi della malattia.

    FASE SINTOMATICA O AIDS

    Durante questa fase i pazienti iniziano a avere malattie conseguenti alla diminuita capacità del sistema immunitario di sconfiggere microrganismi (batteri, virus, funghi, …), responsabili di infezioni.

    Il complesso correlato all’AIDS (o ARC) comprende: febbre, sudorazione notturna, diarrea, perdita di peso consistente, micosi della bocca (o candidosi orale o mughetto), herpes zoster (noto come “fuoco di Sant’Antonio”), condilomi ano-rettali. Tale fase precede di circa 12 mesi la comparsa dell'AIDS conclamato, che è contrassegnato da malattie infettive opportunistiche, quali polmonite da Pneumocystis carinii e neurotoxoplasmosi (responsabile di un’infezione a livello cerebrale che ha come conseguenza la cosiddetta “demenza da HIV”) oppure da rare forme tumorali (come il sarcoma di Kaposi).
    Top
    .
  3. Loganetto
    .

    User deleted



    La ringrazio per la sua dettagliatissima risposta! Per cui prima che l'hiv si trasformi in aids cio vogliono 10-12 anni.. Dunque se faccio il test e risulto negativo posso star tranquillo, giusto? Sia perchè cmq è passato abbastanza tempo x gli ultimi 2, sia perchè dal prima non è passato troppo tempo..
    Top
    .
  4. .
    Avatar

    Promotore della salute

    Group
    Administrator
    Posts
    6237

    Status
    Offline

    Se il test è negativo ed hai usato il profilattico puoi stare super sicuro!
    Top
    .
  5. MartaRinaldi
    .

    User deleted





    in ogni caso, se ti può servire, ho trovato questo post che magari ti può essere utile :)

    Roma – Il trattamento anti-HIV con atazanavir non conosce differenze di genere: nelle donne ha la stessa efficacia evidenziata negli uomini. Lo ha dimostrato uno studio europeo di coorte di lungo termine che ha coinvolto 1294 pazienti (336 donne e 958 uomini) precedentemente trattati con farmaci antiretrovirali. Atazanavir, sviluppato da Bristol-Myers Squibb, è un inibitore della proteasi in monosomministrazione quotidiana ed è disponibile in Italia dal 2008 per i pazienti adulti mai trattati con terapia antiretrovirale. La sub-analisi sull’impatto di genere, presentata al 6° Congresso mondiale dell’International AIDS Society (IAS) su Patogenesi, Trattamento e Prevenzione dell’HIV in corso a Roma, ha evidenziato che la terapia con atazanavir in combinazione con ritonavir, dopo cinque anni, non presenta nelle donne differenze nel tempo alla soppressione virale rispetto agli uomini. “Dopo 30 anni dall’inizio dell’epidemia – spiega la dott.ssa Cristina Mussini del Policlinico di Modena -, sono quasi 16 milioni le donne affette da HIV, la maggior parte in età fertile. Per queste ultime il virus è diventato la principale causa di malattia e morte. In Europa è in costante aumento il numero di donne con HIV: il 35% delle nuove diagnosi riguarda la popolazione femminile. Ciononostante, i dati su efficacia, sicurezza e tollerabilità relativi agli antiretrovirali nelle donne sono scarsi, perché sono sottorappresentate negli studi clinici. Questa esclusione può essere determinata da diversi fattori: dalla gravidanza, alla presenza di altre malattie, alla contemporanea assunzione di altri farmaci come la pillola anticoncezionale. I risultati presentati oggi forniscono informazioni utili e preziose”. Sono necessari più dati clinici, specialmente di lungo termine, per valutare la risposta al trattamento antivirale nelle donne con HIV e migliorare la gestione della malattia in queste pazienti. “Non va dimenticata una vulnerabilità fisica più accentuata – continua la dott.ssa Mussini -, perché biologicamente le donne corrono un rischio doppio rispetto all’uomo di contrarre il virus HIV attraverso rapporti sessuali non protetti. La struttura degli organi riproduttivi femminili infatti le lascia più esposte. E le donne più giovani sono ancora più a rischio”.

    Lo studio
    Lo studio, non comparativo, retrospettivo e osservazionale, ha raccolto i dati provenienti da tre database europei (Francia, Germania, Svezia). Tutti i pazienti avevano ricevuto un precedente trattamento antiretrovirale: 336 donne (età media di 40 anni) e 958 uomini (età media di 44 anni). Questa sub-analisi ha valutato l’effetto della differenza di genere sui risultati a lungo termine del regime terapeutico basato su atazanavir in combinazione con ritonavir. Non sono emerse diversità di genere nel tempo alla soppressione virale (definita come due consecutivi livelli di RNA del virus HIV ≥ 50 copie/mL oppure un livello di RNA del virus HIV ≥ 50 copie/mL seguito da interruzione del trattamento). Dopo tre anni di follow up, la probabilità di non ottenere la soppressione virale era del 59% per le donne e del 63% per gli uomini. Come evidenziato in molti altri studi recenti, al sesso femminile era associato un incremento del rischio di interruzione del trattamento e non una più alta soppressione virale. I risultati dello studio di coorte hanno anche mostrato che atazanavir associato a ritonavir è un’opzione terapeutica ben tollerata per pazienti già trattati di entrambi i sessi. Il profilo di sicurezza è comparabile tra gli uomini e le donne e simile a quello descritto in precedenti trial clinici. Tra le donne, sono riportati episodi di diarrea nel 2% dei casi, nausea e ittero in percentuali inferiori all’1%, lipodistrofia nel 5% dei casi e anormalità nella densità ossea in meno dell’1% dei casi.
    Questi dati, provenienti da una sub-analisi specifica sull’impatto di genere, confermano quanto riportato in precedenti studi clinici (ad esempio l’analisi di genere dello studio CASTLE), mostrando che atazanavir, indipendentemente dal sesso del paziente, offre una soppressione virale a lungo nel tempo e profili di sicurezza e tollerabilità favorevoli.
    I dati, provenienti da 1294 pazienti adulti già trattati con terapia antiretrovirale che hanno iniziato il regime basato su atazanavir e ritonavir tra ottobre 2004 e marzo 2007, sono stati raccolti ogni sei mesi (con il periodo più lungo di follow up di cinque anni). L’endpoint primario dello studio era rappresentato dal tempo di interruzione del trattamento. Gli endpoint secondari erano costituiti dai motivi dell’interruzione della terapia, dal tempo alla soppressione virale e dalla sicurezza a lungo termine. La sub-analisi ha valutato l’effetto del genere sui risultati a lungo termine (efficacia, misurata come tempo alla soppressione virale, e sicurezza) del regime basato su atazanavir in combinazione con ritonavir in questa coorte di pazienti.

    Atazanavir
    Sviluppato da Bristol-Myers Squibb, atazanavir è un antivirale usato in combinazione con altri farmaci per il trattamento dei pazienti con infezione da HIV-1. Atazanavir è il primo inibitore della proteasi in monosomministrazione quotidiana lanciato in Europa.

    I numeri dell’HIV
    Circa 33 milioni di persone nel mondo sono affette da HIV/AIDS. Le stime indicano che in Italia sono circa 150.000 le persone con HIV, di cui più di 22.000 in AIDS. Un sieropositivo su quattro non sa di essere infetto. Ogni anno nel nostro Paese si registrano 4000 nuovi casi di infezione da HIV: 12 ogni giorno, uno ogni due ore. Almeno un terzo riguarda le donne, che nel 70 per cento dei casi contraggono il virus a causa di rapporti sessuali non protetti. La percentuale delle donne che hanno acquisito l’infezione attraverso i rapporti sessuali è aumentata nel tempo, passando dallo 0,7% nel 1985 al 77,1% nel 2008.
    Top
    .
4 replies since 22/3/2011, 20:15
.